La voragine dalla profondità incredibile. Alla scoperta di questo antro eccezionale che non finisce di riservare delle sorprese.
Quello italiano è un ambiente fortemente segnato dalla presenza dell’uomo. Fin dalla preistoria il clima favorevole, la ricchezza e la fertilità del territorio hanno favorito lo sviluppo e la prosperità di insediamenti che sono diventati le grandi civiltà che tutti conosciamo. Ambiente naturale e presenza umana hanno plasmato il paesaggio italiano in tutte le sue sfumature.
Quindi si pensa che sia difficile, in un territorio come il nostro, trovare ancora luoghi poco conosciuti e ricchi di mistero. Escludendo le vitte più impervie delle montagne, come i fondali marini, appaiono inesistenti i luoghi ancora da esplorare. In realtà non è proprio così e ci sono sorprese incredibili anche in contesti inaspettati.
Ecco un luogo che serba ancora delle sorprese, nonostante la vicinanza alla più grande città italiana, Roma. Parliamo del Pozzo del Merro, una profonda dolina carsica nella campagne a pochi chilometri a nord della capitale, all’interno della riserva naturale di Macchia di Gattaceca.
Siamo all’interno dell’area della città metropolitana di Roma Capitale, precisamente nel Comune di Sant’Angelo Romano. La voragine è sempre stata conosciuta agli abitanti del luogo e nel 1890 compare in un itinerario turistico della zona. Ma la sua esplorazione più dettagliata risale agli anni Quaranta del Novecento.
L’imbocco della voragine si trova in una specie di profonda e ripida depressione nel terreno, con i fianchi ricoperti di una fitta vegetazione e al cui fondo (a circa 80 metri dal bordo della voragine) c’è un laghetto del diametro di circa 30 metri. Infatti il Pozzo del Merro è una dolina allagata della profondità stimata di ben 392 metri. Le ultime esplorazioni risalenti al 2002 hanno raggiunto quella profondità.
Ma in realtà senza individuare con certezza il fondo della voragine, che è una delle doline carsiche allagate più profonde al mondo. Il Pozzo del Merro si è formato con l’azione combinata delle faglie attive della zona e dall’attività idrotermale comune in molte aree del Lazio. Quindi le acque della voragine potrebbero essere parte della falda carsica regionale, con le acque che si dirigono da nord verso sud.
Il laghetto e le sponde ospitano un ambiente unico per il microclima caldo e umido che si forma. Le pareti della cavità ospitano una ricca vegetazione: dalle felci all’alloro, al leccio e delle specie particolari e rare di anfibi (rane e tritoni). Di recente poi è stata rintracciata una nuova specie di crostaceo (con il nome di Niphargus cornicolanus), unica e diffusa in questo luogo eccezionale, da scoprire e proteggere.
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