“Don Pasquale, Don Salvatore…”: perché in Italia c’è questa usanza davanti ai nomi

In Italia c’è l’abitudine di aggiungere la parola “Don” davanti ai nomi nel momento in cui ci si rivolge soprattutto a persone di una certa età. Andiamo a vedere da che cosa nasce questa abitudine.

Come è noto, l’Italia è un Paese pieno di tradizioni e di abitudini e, pur essendo una realtà relativamente piccola, ci sono dei costumi locali che caratterizzano poi in generale il tessuto culturale nostrano. In ogni zona del Paese c’è letteralmente un mondo da scoprire e molto spesso per conoscere alcune peculiarità ci si deve inevitabilmente nascondere sugli usi della lingua. Vale a dire sull’applicazione di alcune regole lessicali e grammaticali non scritte ma che ci dicono tanto a proposito di un determinato popolo.

anziano
“Don Pasquale, Don Salvatore…”: perché in Italia c’è questa usanza davanti ai nomi Tradizioni.it

Tutte queste differenze nascono anche, ma non solo, dalla storia italiana, che è stata fatta di dominazioni straniere che hanno lasciato delle impronte fortissime nella nostra cultura. E che, ovviamente, essendo stata per secoli molto frammentata la nostra penisola, variano di zona in zona. In tal senso, è sicuramente singolare l’abitudine di utilizzare l’appellativo “Don” prima di alcuni nomi. Andiamo a vedere da che cosa nasce e che cosa bisogna sapere a riguardo. E’ un tema estremamente affascinante.

“Don” prima dei nomi: da che cosa nasce questa abitudine

La prima cosa da dire è che c’è una distinzione molto importante da fare a proposito della zona in cui si utilizza questa espressione. Nel Nord Italia, infatti, la parola “Don” si mette prima dei nomi sempre e solo nel momento in cui ci si rivolge ad un prete o si parla di lui. Al Sud, invece, persiste nell’uso quotidiano come forma di cortesia nei confronti di uomini di una certa età o con una posizione rispettabile. Ma andiamo a vedere da dove proviene tale abitudine.

anziani che parlano tra loro
“Don” prima dei nomi: da che cosa nasce questa abitudine Tradizioni.it

Si tratta di una chiara e manifesta influenza che deriva dallo spagnolo. E non è un caso che sia una abitudine propria del Sud Italia e della Sicilia, laddove la dominazione spagnola è durata davvero per tanto tempo. Un esempio illustre, da questo punto di vista, è il “Don Quijote de la Mancha“. A prescindere dalla zona, invece, si è perso completamente l’utilizzo che andava a manifestare, per così dire, un qualcosa di riservato solo ai nobili, come invece accadeva in passato.

Come sempre accade in questi casi, dunque, un prestito da una determinata lingua è finito per diventare caratteristica di una precisa zona molto lontana dalla sua origine, per così dire. Ecco dunque spiegata la provenienza di “Don” e qual è l’uso che si fa di questa parola nei tempi moderni.

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